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MICRO-ARTICOLI IN FIBRA #2 | Le risonanze

8 giugno 2020

Manuela Gandini in collaborazione con Luigi Amato KunstphiloActiva.org

 

Nella ricerca del prezioso ho guardato alle essenze che “risuonano”. Il Cremonese di Stradivari, il Cannone di Paganini di Guarneri, il Collins di Amati. L’acero dei Balcani per il dorso, per le fasce l’abete rosso della Val di Fiemme, l’abete bianco per l’anima. L’ebano per i tiranti.

Stradivari si recava nella Val di Fiemme per cercare le forme delle meraviglie. Io ho cercato un ebanista per cogliere la potenza espressiva della povertà e della sobrietà.

Il mio Diamantkvartier di Anversa l’ho trovato a Milano, in un minuscolo laboratorio stipato di essenze da tutto il mondo.

Per sentire il legno occorre togliere ogni pensiero olfattivo fuorviante, annusando del caffè. Poi, si apre il barattolo con i trucioli dell’essenza. È come meditare. In successione cerco di entrare in contatto con il palissandro indiano, l’ulivo italiano, il pau-rosa, la robinia, il bubinga africano, lo scotano, la palma del cocco, l’ebano macassar, il loura-faja del Brasile.

Con il legno non c’è una relazione olfattiva o visiva, ma di osmosi e assorbimento.

Il taglio di un frammento non riflette il bagliore, ma rimanda la terra, l’acqua, la luce. Il legno è povero come luogo comune, ma è prezioso perché implica la natura vivente.

La specie e le sue caratteristiche definiscono il progetto, l’accuratezza del taglio rivela le venature, la forma determina il colore. E’ una sapienza condivisa.

Un gioiello di legno assorbirà nel tempo i nostri umori e risuonerà dell’impercettibile vibrazione della natura.
Legandoci agli elementi della vita ci connette al mondo intero.

 

MICRO-ARTICOLI IN FIBRA | pillole in fibra di logos | #2