MICRO-ARTICOLI IN FIBRA #4 | La congiunzione pieno-vuoto

9 settembre 2020

Manuela Gandini in collaborazione con Luigi Amato KunstphiloActiva.org

 

L’anello TUBE è Il primo oggetto che ho realizzato.

Ho modellato la cera per ottenere un anello che fosse l’unità più semplice della congiunzione pieno-vuoto.
L’ambivalenza della materia: pieno-vuoto, denso-rarefatto, tangibile–intangibile, visibile-invisibile.

“Il primo amore non si scorda mai.”
TUBE è un amore senza fine perché racconta il mio progetto che non è solo lavorazione di materiali e forme, ma espressione di polarità.

Tutto questo è potere alchemico. 

Gli alchimisti furono i più fini conoscitori della materia poiché in essa vedevano la connessione di ogni cosa con il principio del suo opposto. La più potente manifestazione del lavoro alchemico furono i simboli (sym-ballein: unire).

Scriveva Jung nel Mysterium coniunctionis:
“In generale gli alchimisti si sono sforzati di ottenere (sul piano simbolico) un’unione totale degli opposti (…).
Essi provavano l’esigenza di produrre la sostanza nella quale tutti gli opposti si trovano riuniti. Questa sostanza doveva essere al tempo stesso spirituale e materiale, animata e inanimata, maschile e femminile, vecchia e giovane.”

La pietra filosofale degli alchimisti era una coniunctio tra Materia (pietra) e Spirito (filosofale).

TUBE è sostanza materiale che contiene e porta con sé il suo principio ultimo, la vacuità e la sua inesistenza, perché il vuoto è ciò a cui ogni sostanza materiale tende, in quanto processo, e non semplice oggetto.